Regione Siciliana
Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana - Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana
CRICD
 Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica, audiovisiva
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Sede: Via dell'Arsenale, 52 - 90142 Palermo - Teche: Biblioteca, Fototeca, Cartoteca (C.so Calatafimi, 217 - 90129 Palermo), Filmoteca (Via Nicolò Garzilli 38 - 90141 Palermo)
 




 






Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana


Ministero dei Beni Culturali


ICCD

S8.1 - AFFARI GENERALI E DEL PERSONALE, BIBLIOTECA, ... - Produzioni Editoriali


 

Borgate. Acqua dei Corsari

a cura di Pietro Duca
Cricd
Palermo, 2015

"Primo capitolo di un progetto più vasto dedicato alle borgate palermitane, nell'ambito di una ricerca sui contesti urbani, questa pubblicazione rivisita un lembo estremo della Palermo sud orientale. Partendo dal suo toponimo, strettamente connesso alle vicende storiche e alle incursioni piratesche, vengono illustrate le alterne vicende storiche e sociali, le peculiarità architettoniche e industriali, fino all'epoca attuale, tra memoria, mutamenti e sconvolgimenti. Fotografie di Pietro Duca e Fabio Militello.

Il volume in formato pdf

 

Titolo
Autore/Curatore
Musica e tradizioni orali a Buscemi 

A cura di Rosario Acquaviva e Sergio Bonanzinga, con un CD allegato, secondo numero della collana Archivio Sonoro Siciliano, Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione, Palermo 2003.
Il volume, accompagnato dalle registrazioni dei curatori sulle voci e i suoni tradizionali di Buscemi, restituisce alla pubblica fruizione un universo sociale ancora compatto e largamente partecipato.
Raccogliere per conservare, conservare per comunicare: questo il senso ultimo della Nastroteca del Centro regionale per il catalogo e la documentazione, istituzione che sj pone nel territorio regionale quale deposito naturale d'informazione e raccolta di tutta la materia sonora e musicale. 
L'attività editoriale fa si che un archivio documentale non si configuri come mera conservazione, scatola chiusa di contenuti, ma impulso attivo alla conoscenza e all'ascolto che garantisca la circolazione e lo scambio dei documenti, veicolo di messaggi e valori, presupposto di ogni crescita civile e collettiva. 
Il recupero per una pubblica fruizione di un patrimonio sonoro della nostra Isola, inedito o poco conosciuto, è il principio ispiratore che guida la realizzazione di questa collana editoriale Archivio Sonoro Siciliano.
In questo numero, dedicato a Buscemi, si possono ascoltare le voci che accompagnavano la battitura dell'aia, i canti dei contadini, le ninne nanne e le filastrocche, le descrizioni e le spiegazioni di molte ricorrenze e celebrazioni nonché degli usi tradizionali del campanacci, le grida dei venditori ambulanti, i canti dei carrettieri e molto altro ancora.

L'infanzia  
1) E di la vò (ninnananna) 01:07
2) Tuppiti tè (filastrocca) 00:39
3) Bbamminieddu abballa abballa (filastrocca) 00:35
4) Palummedda ianca ianca (filastrocca) 00:40
5) Crisci Llòria (formula per propizia re la crescita dei bambini) 00:41
6) Sàzziti figghiu (formula per mitigare l'appetito dei bambini) 00:37
7) Ronda rundedda (filastrocca per ritmare il girotondo) 00:19
Il lavoro
8) U mètiri (pratiche e voci della mietitura) 06:04
9) I ciràuli al tempo della battitura dell'aia 01:13
10) U pisari (voci della battitura dell'aia) 02:20
11) Sbògghia, sbògghia muortu ri suonnu (voci della battitura dell'aia) 02:33
12) Sbògghia ch'è fattu iuornu (voci della battitura dell'aia) 02:09
13) Tipologia e uso dei campani per gli animali 03:05
14) Richiami e sonorità pastorali 02:07
15) Canzuni ro parmientu (canti durante la pigiatura dell'uva) 02:25
16) Cugghiennu l'alivuzza e l'alivara (canto per la raccolta delle olive) 00:58
17) Cumpari cci viniti a la marina (canto di contadini) 01:17
18) Mi partu ri Palermu e bbaiu a Ppatti (canto di carrettieri) 01:08
19) Affaccia bbella e ssusiti matinu (canto di carrettieri) 01:37
20) Iu passu e spassu ri sta strata fina (canto di carrettieri) 01:27
21) làiu saputu ca ddu suoru siti (canto di carrettieri) 01:09
22) Cunzamu e stagnamu! (richiamo di stagnino) 01:00
23) U sali, u sali! (richiamo di venditore ambulante) 00:36
24) Preghiere durante il lavoro al telaio 01:32
Le feste e la devozione
25) Nninnaredda (novena di Natale) 13:02
26) I sapùrchira (i "sepolcri" del Giovedl Santo) 01:22
27) Sarvi Rriggina r'Addulurata (Salve Regina del Venerdl Santo) 03:13
28) Rrusàriu rAddulurata (Rosario del Venerdi Santo) 00:58
29) Niesci cimìcia fitenti (scongiuro del Sabato Santo) 00:46
30) Scampanio di richiamo alla messa e preghiera prima di confessarsi 01:02
31) Preghiere della sera 01:09
32) Canti per la Madonna nel mese di maggio 02:55
33) Canti per la festa della Santa Croce 02:22
34) Rrusàriu rà Crucifissu (Rosario del Crocifisso) 02:07
35) "Storia" della Madonna del Bosco 01:49
36) Scongiuro contro le tempeste e le trombe marine 00:37
37) Sonorità festive per la Madonna del Bosco 03:24
 
Rosario Acquaviva, Sergio Bonanzinga  CRICD     
I grandi concerti. The Brass Group Palermo, Vol. 2 

Il cd contiene indimenticabili registrazioni live della storica fondazione palermitana, coprendo un arco temporale che va dal 1976 al 1986. Ne sono protagonisti sette giganti del jazz moderno quali Charles Mingus (1976), Max Roach (1986), Chet Baker (1980), Gil Evans con l'Orchestra Jazz Siciliana (1986), Milt Jackson (1980) con Ray Brown al contrabbasso e Monty Alexander al pianoforte. Phil Woods (1984) e gli Sphere (1985) concludono un "parter de roi" di valore assoluto, con artisti che hanno avuto un'influenza decisiva sul jazz contemporaneo, sia a livello compositivo che sul piano dell'organizzazione sonora. Nomi consegnati alla grande storia del jazz, in grado di donare al pubblico imprevedibilità, fantasia, tensione emotiva, insieme a ciò che negli Stati Uniti si definisce "stamina": l'energia vitale, unica ed irripetibile del climax espressivo, favorito dalla dimensione live.
Come ciliegina sulla torta, l'energia cosmica della performance mingusiana, condotta all'insegna di forme aperte ed oscillazioni di tactus. Tutto da assaporare il lirismo apollineo di Baker, che ben si completa con la magniloquenza ritmica di Roach e la leggerezza solistica di Jackson, nell'interpretare brani immortali della tradizione come "But Not For Me" di Gershwin, "Round Midnight" di Monk e "Whisper Not" di Golson. Con la rivisitazione di "Azure", il duo Woods/Harrell ci regala momenti di intenso pathos, per un incontro condotto sul piano della pura poesia, mentre la trascinante rivisitazione in chiave post-boppistica di "Round Midnight" lascia intravedere l'intelligenza musicale di Max Roach, maestro incontrastato del jazz drumming moderno. Le due gemme mingusiane ("Orange Was The Color Of Her Dress" e "Remember Rockefeller At Attica") completano una pubblicazione di inestimabile valore artistico e documentario.

 

Track List de "I grandi concerti. The Brass Group Palermo volume 2"

1. CHET BAKER: But Not For Me (G. & I. Gershwin) 15:02 Palermo, Teatro Biondo 18/03/1980

2. MILT JACKSON: Whisper Not (B. Golson) 7:54 Palermo, Teatro Biondo 15/12/1980

3. GIL EVANS/BRASS GROUP BIG BAND: Orange Was The Color Of Her Dress, Then Blue Silk  (C. Mingus) 5:06 Palermo, Teatro Golden 28/04/1986

4. CHARLES MINGUS: Remember Rockefeller At Attica (C. Mingus) 10:08 Palermo, Brass Group Jazz Club 26/03/1976

5. PHIL WOODS: Azure (D.Ellington/ I. Mills) 10:16 Palermo, Teatro Europa 14/03/1984

6. SPHERE: Tayamisha (Buster Williams) 14:11 Palermo, Teatro Golden 14/11/1985

7. MAX ROACH: 'Round Midnight (Williams/Monk/Hanighen) 15:04 Palermo, Teatro Metropolitan 04/03/1986

 

Formazioni:
Chet Baker Quartet:
Chet Baker tromba, voce; Dennis Luxion pianoforte; Nicola Stilo flauto; Riccardo Del Fra contrabbasso.
Milt Jackson Quartet:
Milt Jackson vibrafono; Monty Alexander pianoforte; Ray Brown contrabbasso; Grady Tate batteria.
Brass Group Big Band:
Gil Evans direzione, pianoforte; Claudio Brocato, Pietro Pedone, Giovanni Maniscalco, Domenico e Faro Riina tromba; Danilo Terenzi, Pietro Piazza, Giuseppe Sapienza, Salvatore Pizzo, Salvatore Pizzurro trombone; Orazio Maugeri, Claudio Montalbano.
 
Maurizio Zerbo  CRICD     
Strumenti musicali in Sicilia 

L'intenzione di catalogare gli strumenti musicali di interesse storico, organologico, musicologico, artistico e musicale conservati in Sicilia, che è all'origine di questo volume, è emblematica di una fondamentale sfida scientifica, la comprensione delle dinamiche che definiscono un campo del reale, una sfida coraggiosa se non altro per l'impossibilità di astrarre un'immagine definita di un insieme dal veloce mutare delle molte variabili che concorrono a formarlo.
Un catalogo e le parti di cui esso è fatto, le schede con i loro campi distinti, confinanti e sconfinanti, è un'idea filosofica prima che uno strumento di messa in ordine materiale e logico. L'avvento dell'era informatica ha accelerato e agevolato l'attuarsi in vari campi di,quest'idea. Le schede cartacee dei cataloghi di una volta, che tutti abbiamo più o meno conosciuto, da una parte accennavano nel formato, negli inchiostri, nelle calligrafie o nei segni differenziati delle macchine da scrivere ad alcune particolarità umane accessorie; dall'altra richiedevano espressamente l'accomodamento mentale di chi le sfogliava per il loro variare in base al mutamento nel tempo dei criteri con cui venivano redatte. Caratteristiche che denunciavano la difficoltà di considerare il patrimonio catalogato un insieme coerente, e in pari tempo la necessità di vederlo come tale per astrarne le qualità ricorrenti. Un'impresa che sembra potersi realizzare nei cataloghi informatici non tanto per la loro apparenza asettica e indifferente; si fa presto infatti ad accorgersi che, se manca in essi la presenza tangibile del tratto, non scompare la soggettività del catalogatore rivelata comunque dalle sue scelte e dai suoi errori amplificati e moltiplicati in modo irrimediabile. E neanche per l'unicità con cui ci appare ogni scheda, isolata e indipendente dalle altre e per l'ordine continuamente ricreato e variabile in cui è possibile disporle, cose che comunque fanno parte di un'apparenza che non compone i termini dell'aporia 'singolare/ generale. L'innovazione decisiva dell'informatica, che agevola l'applicazione dei principi, è di fissare uniformemente per tutti (tutti gli oggetti e tutti i catalogatori), e in linea teorica definitivamente, i criteri dell'analisi a cui deve essere sottoposto ogni individuo di un insieme. Cosicché il lavoro di elaborazione che li definisce può procedere anche gradualmente e lentamente, può articolarsi per fasi successive anche complesse senza perdere (li vista l'intero, e può trovare strumenti esemplificativi in corso d'opera, come un volume a stampa: i termini di riferimento per quanto astratti e generali oppure specifici e particolari non andranno persi e neanche travisati. Il lettore di questo volume non sfuggirà a nflessioni di questo genere, accogliendone le sollecitazioni che provengono dal materiale stesso oggetto dello studio e dal taglio disposto dai curatori. La sfida è in questo caso particolarmente coraggiosa e intrigante in quanto rivolta a un campo di confine tra discipline fisiche, matematiche e umanistiche, tra tecnologia e arti applicate. Ricordo bene come ebbe inizio il lavoro. Ero allora direttore del Dipartimento Aglaia, che comprendeva l'ex Istituto di Storia della musica dell'Università di Palermo, quando ci giunse dal CRICD l'invito a un impegno comune per predisporre una scheda per la catalogazione degli strumenti musicali di interesse culturale. Non era la prima collaborazione tra i due Enti (Dipartimento e Centro Regionale del Catalogo) e le buone esperienze che riguardavano specialmente l'archivio di Luigi Rognoni, la sua conservazione e la sua pubblicità, ci resero subito proclivi ad accettare l'invito e ottimisti sull'esito della nuova intrapresa. Da qualche anno, per altro, avevamo la fortuna di contare tra i giovani interessati alla ricerca Giovanni Paolo Di Stefano, attratto fin da giovanissimo dall'organologia, e capace di costruirsi in breve tempo una notevole esperienza e competenza nella storia e nella tecnologia degli strumenti musicali. Accanto all'etnomusicologo Girolamo Garofalo del nostro Dipartimento e in collaborazione con l'antropologa Selima Giorgia Giuliano e con la storica dell'arte Sandra Proto, entrambe del CRICD, avrebbero costituito un gruppo in grado di mettere le basi e affrontare un lavoro complesso: specialistico e interdisciplinare.
Questo volume vede anche la partecipazione di altri due studiosi unici nel loro campo: Sergio Bonanzinga che mette insieme la storia, l'etnologia e l'antropologia per mostrarci in ampio disegno la varietà degli strumenti popolari, e Angela Bellia che unisce la storia, l'archeologia e l'iconografia per dare corpo ai suoni del passato. Come già l'elaborazione e la presentazione della scheda catalografica SM al mondo scientifico che non ha mancato di mostrare interesse e apprezzamento, questo volume, dopo i molti anni che dicono le fatiche di tutti, dà ragione dell'ottimismo di allora. [...]

Amalia Collisani

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Giovanni Paolo Di Stefano, Selima Giorgia Giuliano, Sandra Proto  Cricd     
I grandi concerti. The Brass Group Palermo, Vol. 3 

Curato da Maurizio Zerbo per il Centro Regionale per il Catalogo, il cd contiene indimenticabili registrazioni live della storica fondazione palermitana, coprendo un arco temporale che va dal 1974 al 1988. Ne sono protagonisti nove giganti del jazz moderno quali Oscar Peterson, Stan Getz, Barney Kessel, Woody Shaw, Clark Terry, Tony Scott con i siciliani Ignazio Garsia al pianoforte, Gianni Cavallaro alla batteria e Manlio Salerno al basso elettrico.
Michel Petrucciani, Herb Ellis e Jon Hendricks concludono un “parter de roi” di valore assoluto, con artisti che hanno avuto un’influenza decisiva sul jazz contemporaneo, sia a livello compositivo che sul piano dell’organizzazione sonora.
Nomi consegnati alla grande storia del jazz, in grado di donare al pubblico imprevedibilità, fantasia, tensione emotiva, insieme a ciò che negli Stati Uniti si definisce “stamina”: l’energia vitale, unica ed irripetibile del climax espressivo, favorito dalla dimensione live.
Ma al di là dell’alto livello dei brani, l’ascolto del cd diviene anche un’occasione importante per rileggere gli ultimi trent’anni di storia del jazz, al fine di comprendere i paradigmi musicali della contemporaneità. Le magistrali interpretazioni di brani immortali quali Oleo e Tempus Fugit mettono in mostra avvincenti tecniche di improvvisazione, sonorità e giri armonici, divenuti oggi moneta corrente del jazz contemporaneo
Come ciliegina sulla torta, il senso del blues e dello swing che stanno alla base del jazz, per illuminare le interpretazioni del geniale pianista Oscar Peterson nonché la gioiosa condotta ritmica di The Great Basie Eight e Guitar Summit.
La sublime rivisitazione in chiave jazz di Estate di Bruno Martino da parte di Jon Hendricks completa una pubblicazione di inestimabile valore artistico e documentario.

 

Track List de "I grandi concerti. The Brass Group Palermo volume 3"

1. OSCAR PETERSON:: Soft Winds (F. Henderson/B. Goodman) 5:28 Palermo, Teatro Golden, 2/3/1987

2. THE GREAT BASIE EIGHT: Swingin’ The Blues (B. Golson) 6:18 Palermo, Teatro Golden, 22/1/1987

3. GUITAR SUMMIT: Flying Home  (B.Goodman/L.Hampton/S. Robin) 5:14 Palermo, Teatro Biondo, 6/11/1981

4. ARNETT COBB: Blue And Sentimental (C. Basie/J. Livingston/M. David) 7:10 Palermo, Teatro Golden, 7/4/1984

5. MICHEL PETRUCCIANI: Oleo (S. Rollins) 7:17 Palermo, Teatro Golden, 24/11/1985

6. STAN GETZ: Tempus Fugit (B. Powell) 10:43 Palermo, Teatro Biondo, 2/3/1982

7. JON HENDRICKS: In Summer (B.Martino/J. Hendricks) 5:07 Palermo, Teatro Metropolitan, 29/12/1988

8. TONY SCOTT: Things Ain’t What They Used To Be (M. Ellington/T. Person) 7:08 Palermo, Brass Group Jazz Club, 29/11/74

9. WOODY SHAW: Theme For Maxine (W. Shaw) 15:20 Palermo, Teatro Biondo 21/2/80

 

Formazioni:
Oscar Peterson Trio:
Oscar Peterson pianoforte; David Young contrabbasso; Martin Drew batteria.
The Great Basie Eight:
Clark Terry tromba, flicorno; Al Grey trombone; Buddy Tate, Billy Mitchell sax tenore; Nat Pierce pianoforte; Ray Pohlman chitarra; Eddie  Jones contrabbasso; Oliver Jackson batteria.
Guitar Summit:
Charlie Byrd, Herb Ellis, Barney Kessel chitarra; Gene  Byrd contrabbasso; Charlie Redd batteria.
Arnett Cobb Quartet:
Arnett Cobb sax tenore; Kirk Lightsey pianoforte; Jimmy Woode contrabbasso; Butch Miles batteria.
Michel Petrucciani Trio:
Michel Petrucciani pianoforte; Palle Danielsson contrabbasso; Eliot Zigmund batteria.
Stan Getz Quartet:
Stan Getz sax tenore; Jim McNeely pianoforte; Mark Johnson contrabbasso; Victor Lewis batteria.
Jon Hendricks Quartet:
Jon Hendricks voce; Stephen Scott pianoforte;  Ron McClure contrabbasso; Clifford Barbaro batteria.
Tony Scott Quartet:
Tony Scott sax tenore; Ignazio Garsia pianoforte; Manlio Salerno basso elettrico; Gianni Cavallaro batteria.
Woody Shaw Quintet:
W. Shaw tromba, flicorno; Carter Jefferson sax tenore; Larry Willis pianoforte; Stafford James contrabbasso; Victor Lewis batteria.
 
Maurizio Zerbo  CRICD     
Luigi Rognoni intellettuale europeo. Documenti e testimonianze 
Questi 3 volumi, corredati da 3 CD audio e da circa 500 immagini, intendono divulgare e valorizzare l'archivio e la nastroteca di Luigi Rognoni (Milano 1913-1986), custoditi presso l'Università di Palermo dov'egli insegnò dal 1958 al 1970, fondandovi l'Istituto di Storia della Musica e segnando una stagione culturalmente assai feconda.
Attraverso un apparato documentario prezioso ed eterogeneo (articoli, conversazioni ed interviste radiofoniche, carteggi regionali, locandine, programmi di sala, bozzetti, foto di scena, autografi musicali, fotografie con dediche) è illustrata la sua lunga e poliedrica attività di musicologo, studioso di cinema, animatore del terzo programma radiofonico della Rai, regista di teatro musicale, nonchè la fitta rete delle relazioni da lui stabilite con artisti e studiosi dell'intera Europa.
 
Pietro Misuraca  CRICD     
La citazione bibliografica 

[...]

«non esiste una "maniera giusta" ed una "maniera sbagliata" di fare una bibliografia, ma modi diversi, secondo usi e standard nazionali, internazionali o di settore (medico, legale, scientifico, ecc.)». Ognuno è libero di utilizzare lo standard di citazione bibliografica che ritiene più utile, purché siano presenti tutti gli elementi ritenuti utili per la corretta identificazione dell'opera.

[...]

Questo libro è stato scritto "a quattro mani", confrontandoci su ogni passaggio e verificando le principali opere di riferimento. Non abbiamo così ritenuto opportuno distinguere l'autore di ogni capi­tolo o paragrafo, in quanto l'opera è da considerare espressione co­mune del nostro pensiero.

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Carlo Pastena,Enza Zacco  Cricd     
Fare un libro 

Le pagine che seguono sono rivolte a chi decide di "fare un libro", sia nel senso di scriverlo sia in quello di prepararlo per la stampa. Nell'opera sono affrontati i principali temi relativi sia al libro tipografico sia a quello elettronico (e-book), ultima frontiera dell'editoria, oltre ad alcuni capitoli dedicati agli argomenti connessi alla pubblicazione di un volume (il contratto di stampa, il diritto d'autore, il deposito obbligatorio, ecc.).

E difficile dire oggi come cambierà l'arte tipografica. Abbiamo assistito a un cambiamento epocale con la nascita della stampa a caratteri mobili in Occidente nel XV secolo, che tra il XIX e il XXI secolo ha subito numerose innovazioni che hanno modificato significativamente la tecnica di stampa. Ad esempio la macchina per la fabbricazione continua della carta, il miglioramento tecnico del torchio (che ha consentito una maggiore produzione), l'introduzione della monotype e della linotype, la fotocomposizione e il conseguente abbandono dei caratteri di piombo per arrivare alla rivoluzione digitale: la nascita degli e-books, definita "la quarta rivoluzione".

[…]

A conclusione di questo lavoro devo ringraziare Anna Maria Cuccia che nel corso degli ultimi anni ha letto le numerose versioni di questo lavoro, proponendo correzioni e integrazioni. Un ringraziamento anche alla dott.ssa Giulia Davì, Dirigente responsabile del CRICD e al dott. Enrico Carapezza, Commissario straordinario del CRICD, che hanno accettato di pubblicare questo lavoro.

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Carlo Pastena  Cricd     
Ars artificialiter scribendi. Il libro antico a stampa 
Nel corso dei miei studi di codicologia comparata e di bibliologia, ho avuto modo più volte di notare come molti degli elementi costitutivi del libro antico a stampa sono simili a quelli dei manoscritti, sia occidentali sia orientali. Non è infatti un caso che l'arte della stampa fosse chiamata ars artificialiter scribendi, intesa come un'imitazione dell'ars naturaliter scribendi, cioè della scrittura dei manoscritti. Nel corso di questo volume, ho quindi cercato di descrivere le caratteristi che principali del libro antico in senso sia sincronico sia diacronico, cercando di descrivere gli elementi essenziali che lo costituiscono e la loro storia.
[…]
A conclusione di questo lavoro, ho un debito di gratitudine verso numerose persone. In particolare ringrazio il professor Antonino Giuffrida e il professor Momme Brodersen per avermi offerto l'occasione di tenere due cicli di lezione sul libro antico presso l'Università degli Studi di Palermo negli anni 2010 e 2011. Ringrazio poi la dottoressa Laura Cappugi, dirigente responsabile della U.O. XI del CRICD, per aver consentito l'utilizzo delle attrezzature specialistiche del suo ufficio per l'acquisizione di alcune immagini, e Rosalba Arcare che con competenza ha proceduto alla loro realizzazione. Un ringraziamento anche alla dottoressa Maria Maddalena Milazzo, i cui utili suggerimenti mi hanno consentito di rendere l'opera più leggibile e ad Anna Maria Guccia che ha pazientemente letto le numerose versioni di questo lavoro fornendomi consigli e suggerimenti. Un ringraziamento infine al dottor Enrico Carapezza, Commissario straordinario del CRICD, e alla dottoressa Giulia Davi, direttore del CRICD, per aver accettato di inserire quest'opera tra le pubblicazioni di questo Istituto.

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Carlo Pastena  Cricd     
L'epos dietro le quinte. I pupari raccontano 
 Il documentario realizzato dal Centro Regionale del Catalogo e della Documentazione ricostruisce la vicenda dell'opera dei pupi in Sicilia attraverso un racconto visivo a più voci, immediato e diretto, restituendoci le testimonianze autobiografiche dei più noti pupari della tradizione palermitana e catanese.
"Un'opera totale" quella dei pupi che, abbracciando diverse arti e tecniche artigianali costituisce una delle espressione più profonde dell'anima del popolo siciliano. 
Dal 2008 l'UNESCO l'ha iscritta tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell'Umanità per le straordinarie peculiarità che questa forma d'arte sintetizza. 
Le motivazioni sono diverse. 
La trasmissione orale del repertorio letterario innanzitutto, che ancora oggi, nell'era veloce della tecnologia viene affidata dal maestro all'allievo con sapienza, cura e pazienza artigianale. 
Inoltre, l'opera dei pupi ha avuto nel corso del tempo una funzione sociale rilevante accogliendo al suo interno personaggi e storie colti dall'attualità e intrecciando con i racconti dei paladini, le cronache e le tensioni politiche del tempo. 
E tra passione e incantamento il pubblico di ogni età, come in un rito catartico, attraverso le gesta degli eroi, faceva esperienza gioendo o piangendo di ideali e valori universali. 
Anche per queste ragioni, siamo grati al Centro che ha voluto, con questo DVD, promuovere la conoscenza e la valorizzazione di un'arte straordinaria, riscoperta negli anni Sessanta e Settanta attraverso l'opera instancabile di Antonio Pasqualino e che ancora oggi racconta a ciascuno di noi il gran" cunto" del mondo e della vita.
Carlo Vermiglio

 Raccontare la magia, il chiaroscuro poetico e /'incantamento dell'opera dei pupi è impossibile; bisogna vederla, entrare a farne parte. 
C'è tutto, dentro. 
L'epos eroico e la tradizione del teatro di figura, forma drammatica antichissima e archetipica nella tipizzazione di " maschere" che identificano i vari tipi umani con i loro vizi e le loro virtù (e viene da pensare a Teofrasto e ai suoi Caratteri). 
L'affabulazione del" cuntu" , la musica e la pittura popolare - con le scene dipinte che richiamano la tavolozza cromatica e l'espressività del segno nella decorazione dei carretti siciliani. 
La creatività dell'artigianato locale: il puparo prima ancora che artista e cantastorie è innanzitutto creatore dei pupi, intagliati nel legno cui infonde linfa vitale e caratterizzazione individuale. 
E c'è, ancora, il profumo del tempo. 
Quello della Sicilia della seconda metà dell'Ottocento che ammaliò il Pitrè, fattosi storico delle tradizioni popolari in un mondo che già si avviava alla modernizzazione industriale post-unitaria. 
Quello delle masse contadine inurbatesi nelle maggiori città siciliane, a Palermo, Catania, Messina, cui l'opera dei pupi restituisce un canovaccio drammatico e una trama mitica, sufficientemente lontana nella storia - le imprese dei paladini, la Chanson de Roland - da potere essere utilizzata per leggere in controluce gli intrecci della vicenda contemporanea senza rischiare di perdersi in pericolose sovrapposizioni con la cronaca: il re Carlo Magno, l'eroe buono e coraggioso (Orlando), la donna angelicata, i cattivi per antonomasia (Ferraù e gli altri capi saraceni; il gran traditore Gano di Magonza), in mezzo a duelli, prove di onore e tradimenti, un codice di comportamenti che riflette i valori di integrità e purezza più sentiti e ammirati dal popolo. 
Insignita del titolo di bene immateriale dell'umanità dall'Unesco, l'opera dei pupi è uno dei tasselli - uno dei più significativi ¬attraverso cui si identifica /'identità siciliana, ed è questa la ragione per cui in un'epoca come la nostra, in cui domina la piattezza della omologazione globalizzata, la difesa di un'arte tipica e popolare, un autentico mondo di creatività e di tradizione, costituisce un antidoto contro la perdita di memoria e di senso, uno spazio di rigenerazione fantastica al posto della bulimia di consumo culturale indistint, apolide e fine a se stesso. 
Guardiamo gli occhi di un bambino mentre guarda l'opera dei pupi. E capiremo perché Leonardo Sciascia diceva che è un rito e che" bisogna credere". 
Caterina Greco

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a cura di Orietta Sorgi  CRICD     
Glossario del libro 

La definizione di libro che si trova nei vocabolari italiani, è quella di «Complesso di fogli, a stampa o manoscritti, della stessa misura, stampati o manoscritti, e cuciti insieme così da formare un volume, fornito di copertina o rilegato». Questa definizione per fotografa un particolare momento nella lunga storia del libro, che oggi appare inattuale anche alla luce delle nuove tecnologie. Infatti, sia il rotolo di papiro, carta o pergamena sia il libro elettronico (e-book) non potrebbero essere definiti libri, in quanto non costituiti da fogli piegati e cuciti insieme. Se poi allarghiamo l’indagine al libro dell’Estremo Oriente (cinese, giapponese, indiano, ecc.) neanche questi possono essere definiti libri, perché non rispondono ai requisiti richiesti dalla definizione fornita nei vocabolari. In quest’opera, in oltre 9.000 lemmi, sono definiti i principali termini sia del libro manoscritto, sia del libro a stampa, sia di quello occidentale che di quello orientale.

 
Carlo Pastena  C.R.I.C.D.     
La biblioteca dimenticata 
Da una raccolta di libri antichi, apparentemente senza storia e disordinatamente collocati sulle mensole della biblioteca di una delle più belle dimore del periodo Liberty, Villino Favaloro (oggi di proprietà dell'Assessorato dei beni culturali e dell'Identità siciliana), si sviluppa un percorso volto a ricostruire l'identità dei proprietari e il loro ruolo nello spazio e nel tempo.
Si comincia dall'inventario e dalla catalogazione descrittiva di questi testi quasi esclusivamente di argomento giuridico, come momenti privilegiati per la loro conoscenza, sia dal punto di vista oggettuale, sia da quello contenutistico, per giungere all'individuazione della loro provenienza, facendo emergere una parte di storia patria ad oggi poco conosciuta.
 

Pubblicazione in formato PDF

 
Maria Mondello, Maria Concetta Valenti  CRICD     
I grandi concerti. The Brass Group Palermo, Vol. 4 

Fin dalle sue origini, il jazz si è sempre sviluppato in maniera simbiotica con le città che lo hanno amato traendovi linfa preziosa per la sua diffusione. Grazie al Brass Group, Palermo ha svolto un ruolo fondamentale in Italia per la valorizzazione di una musica d’arte relegata ai margini delle rassegne culturali più importanti. Con circa tremila concerti, questa Fondazione ha reso Palermo una delle capitali mondiali del jazz ospitando i maggiori protagonisti del Novecento musicale: fra tutti Dizzy Gillespie, Miles Davis, Charles Mingus, Chet Baker, Art Blakey, Max Roach, Sun Ra, Ornette Coleman, Bill Evans, Michel Petrucciani, Dexter Gordon, Joe Henderson, Woody Shaw, Oscar Peterson.
Sembra ieri, ma sono trascorsi quarantuno anni dal primo concerto tenuto da Irio De Paola nella prima sede di via Duca della Verdura. Uno scantinato mitico nonché luogo di iniziazione musicale per diverse generazioni di jazzofili, dove poter ascoltare e fare le ore piccole con i più fulgidi protagonisti del jazz moderno. Un luogo piccolo e buio, illuminato dal talento di grandi artisti chiamati a suonare a Palermo grazie alla lungimiranza e la visionaria progettualità di Ignazio Garsia.



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Maurizio Zerbo  CRICD     
A scuola di catalogazione 

La pubblicazione di questo Quaderno costituisce il risultato di un’attività che il Centro per il catalogo e la documentazione ha intrapreso lo scorso anno di concerto con alcuni Istituti scolastici di Palermo e con la preziosa collaborazione della Soprintendenza del Mare. Lo spirito con cui si è dato vita al progetto è stato quello di attivare concrete sinergie con le Istituzioni scolastiche che operano nel territorio per mettere in atto una sempre più efficace opera di familiarizzazione nei confronti delle tematiche inerenti i beni culturali e ambientali del territorio regionale e suscitare al contempo mirati interessi dei giovani verso tali beni che per quantità e qualità costituiscono un prezioso patrimonio che va conosciuto, indagato, tutelato, valorizzato e fruito.
L’iniziativa che si presenta si inserisce nell’ambito delle direttive enunciate nei documenti programmatici della Presidenza della Regione Siciliana dove un ruolo di primo piano, negli obiettivi strategici, occupano le iniziative volte ad individuare percorsi sempre più concreti con le componenti scolastiche. La scuola, senza dubbio, riveste un ruolo determinante in quanto punto di raccordo tra le diverse istituzioni pubbliche e private che operano nel territorio con l’obiettivo di trasmettere i saperi ad una fascia di fruitori più ampia, individuare percorsi formativi volti ad attivare una sempre più mirata consapevolezza da parte delle giovani generazioni della valenza del patrimonio culturale e ambientale non solo in termini di “complesso” di beni da conoscere, tutelare e fruire ma anche come risorsa in grado di offrire possibili sviluppi occupazionali. Il Centro, in tale direzione, ha voluto allargare il raggio di interlocuzione oltre i canali istituzionali in materia di catalogazione rivolgendosi al mondo della scuola; si è dato vita così ad un progetto finalizzato ad avvicinare i giovani discenti al mondo della catalogazione dei beni culturali per rendere protagonisti e attori essi stessi del processo di conoscenza, funzione precipua del Catalogo. La catalogazione infatti come ben definita da Oreste Ferrari è un “processo di conoscenza permanente” e mette in moto un intervento ricognitivo dei beni finalizzato non solo alla loro individuazione, localizzazione, definizione e descrizione ma anche alla comprensione e ricostruzione del contesto socioculturale che li ha prodotti e a cui sono strettamente legati; ma per far sì che questo processo sia scientificamente valido è necessario servirsi di strumenti metodologicamente corretti che permettano la più esaustiva e ampia indagine dei beni. Il modulo schedografico quindi si pone come strumento di conoscenza suggerendo al catalogatore quesiti ma allo stesso tempo chiavi di lettura e di interpretazione: gli oggetti catalogati vengono analizzati nelle loro componenti percettive e ricomposti nelle loro relazioni con altri beni, luoghi, persone, avvenimenti in una complessa e globale lettura. In tal senso si è voluto far conoscere agli alunni degli Istituti scolastici una metodologia di intervento che, attraverso la redazione di schede di catalogo, ha attivato un percorso di approfondimento sui beni archeologici quali elementi di un passato remoto di cui spesso sono gli unici testimoni; segni di attività umane e di una cultura artistica e materiale che essi hanno contribuito in parte a definire e che oggi ci aiutano a ricostruire e identificare. Appare, a nostro avviso, quanto mai necessario e ineludibile creare una coscienza diffusa che ponga l’attenzione sul fatto che il “valore aggiunto” del nostro patrimonio culturale è proprio nel suo continuo integrare musei, chiese, paesaggio, territorio, persone, in una sola parola il contesto che è il bene culturale più prezioso. Operando in tal senso, oltre che costituire un denominatore comune per quanto concerne la catalogazione in ambito regionale tramite l’adozione di percorsi concordati e utilizzando le stesse metodologie, si dovrebbe poter arrivare alla formazione di personale qualificato per una futura occupazione nell’ambito dei beni culturali e ambientali.
Ci auspichiamo di avere contribuito anche se in piccola parte al percorso formativo degli alunni avvicinandoli al mondo delle Istituzioni dei beni culturali e alle attività che queste svolgono nel tentativo, speriamo riuscito, di colmare uno iato che spesso si avverte tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Mi è gradito, infine, esprimere i più vivi ringraziamenti al Soprintendente, al Dirigente del Servizio dei beni archeologici e al personale della Soprintendenza del Mare; ai Dirigenti degli Istituti scolastici che hanno aderito al progetto; ai docenti per l’impegno profuso; agli studenti per la concreta e attiva partecipazione; al Presidente della Società siciliana per la Storia Patria, al personale tutto dell’Istituto e al Direttore del Museo del Risorgimento per la disponibilità e collaborazione; al Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, al Direttore e al personale del Museo di Terrasini per la gentile ospitalità; al personale del Centro che si è prodigato per la realizzazione del progetto e a quanti hanno reso possibile questa iniziativa.

Gioacchino Vaccaro

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Donatella Metalli  CRICD     
Da Renda a Palermo. Il paesaggio come racconto tra memoria e identità 

Il Centro regionale per l’inventario, la catalogazione, la documentazione e Filmoteca regionale propone, nell’ambito dei suoi compiti istituzionali, la ristampa del Vademecum e de Le gite patriottiche di Pietro Merenda, pubblicati nel 1910 dalla Sezione di Palermo del CAI in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.
L’edizione, che si presenta oggi, è arricchita da alcuni saggi che analizzano il territorio dal punto di vista urbanistico, antropologico e storico artistico con l’ausilio di una ricca documentazione grafica e fotografica. Il cofanetto contiene, oltre al volume, delle tavole – con documenti cartografici storici e fotografie aeree e panoramiche, realizzate in epoche diverse – che mostrano le permanenze storiche e culturali e le trasformazioni del territorio.
Nel condurre questa ricerca i curatori dell’opera hanno seguito lo stesso percorso degli itinerari descritti da Pietro Merenda, al fine di porre in risalto lo stretto rapporto che lega i luoghi, teatro di eventi politici, sociali e militari, ai caratteri che hanno conferito loro una peculiare identità nel corso del tempo, sia sotto l’aspetto naturale e strutturale che antropico e culturale.Ne è scaturita, così, una sintesi interpretativa che identifica le principali caratteristiche del territorio, da cui emerge un sistema di segni che connota lo spazio sia dal punto di vista degli insediamenti costruttivi, abita tivi, produttivi e cultuali, che dei rapporti sociali tra gli uomini che lì hanno operato: gli usi preminenti del suolo, le coltivazioni sparse nel territorio, le vie di comunicazione, il sistema insediativo, i luoghi di culto, i monumenti, la toponomastica.Poiché i tratti del territorio che si estende da Renda a Palermo hanno subito nel corso del tempo profonde trasformazioni, che nel loro divenire hanno progressivamente cancellato i caratteri che maggiormente li denotavano storicamente, l’intendimento è stato quello di recuperare le testimonianze che di quel percorso si sono conservate sia, sotto l’aspetto storico che attuale, attraverso una documentazione fotografica e cartografica dei luoghi che illustra i cambiamenti che il territorio e la città hanno subito.
A tal fine si è attinto anche ai copiosi archivi documentari presenti in questo Centro che, sin dalla sua istituzione, conserva le foto e le cartografie storiche e attuali acquisite e prodotte nel corso della sua attività.
Questo lavoro è stato possibile grazie anche alla generosità di studiosi che hanno messo a disposizione i propri archivi e il proprio sapere, e fra questi mi preme ricordare il compianto ingegnere Cesare Barbera Azzarello che, nel corso della realizzazione del volume, è stato sempre prodigo di stimoli e suggerimenti che hanno consentito l’arricchimento della documentazione cartografica e bibliografica.

Giulia Davì

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Tavole fuori testo:  
Maria Carmela Ferracane, Sandra Proto, Fabio Militello  CRICD     
Selinunte insieme a Hulot e Fougères 

In questo volume si presenta la traduzione italiana di Sélinonte. Colonie dorienne en Sicile. La Ville, l’Acropole et les Temples (ed. or. Librairie générale de l’Architecture et des Arts décoratifs, Massin ed., Parigi 1910, pp. XII + 318, 204 ill. e 14 tavv. fuori testo), di Gustave Fougères, professore alla Sorbona, con rilievi e ricostruzioni di Jean Hulot, architetto borsista dell’Accademia di Francia a Roma.
L’opera, ormai di difficile reperibilità, pur essendo stata utilizzata per anni da storici e archeologi per la quantità e qualità delle informazioni e delle immagini, non ha mai avuto una traduzione integrale in italiano. Nato dalla collaborazione, allora inedita, tra un architetto e un archeologo, il libro assicurò ai suoi autori grande notorietà e, per tutto il XX secolo, ha rappresentato la più completa ed esaustiva opera su Selinunte.
Pubblicata in soli cinquecento esemplari in formato in-folio, concluse una prestigiosa collana formata da otto titoli e stampata col contributo del Ministero della Pubblica Istruzione e delle Belle Arti.
Nel maggio 1910, l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres assegnò un premio ai due autori per Sélinonte, come migliore opera dell’anno.
Da allora molto si è fatto a Selinunte, si sono moltiplicati gli scavi e gli studi sulla splendida colonia megarese, arricchendo le nostre conoscenze; ma il volume di Hulot e Fougères resta un’opera che ha segnato la storia delle pubblicazioni archeologiche, inserendosi nell’ambito dello studio dell’urbanistica applicata al mondo antico.

La presente pubblicazione è organizzata in tre parti. La prima è costituita da due saggi: Appunti selinuntini, che riassume le fasi della ricerca a Selinunte sino al 1910; Jean Hulot e Gustave Fougères, ieri e oggi, che fornisce preziose informazioni sui due autori dell’opera e sul periodo storico-culturale in cui questa prende vita. La seconda parte è dedicata alla traduzione dell’opera, che mantiene l’impostazione grafica dell’edizione francese. La terza parte contiene la bibliografia, non presente nell’opera di Hulot e Fougères, che raccoglie tutte le opere e le fonti antiche citate dai due autori. Sempre in questa terza parte è pubblicata la traduzione di una Memoria – inedita – di J. Hulot, precedente alla pubblicazione di Sélinonte. Fanno parte del volume le tavole a colori originali di J. Hulot, acquisite presso l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts (ENSBA) di Parigi, quasi tutte corrispondenti a quelle pubblicate nell’edizione francese, originariamente stampate in monocromia, mentre alcune sono inedite.
Anche questa edizione di Sèlinonte è frutto di una collaborazione, un lavoro di équipe, a cui tanti hanno partecipato; in particolare, Giuseppe L. Bonanno (studioso di Storia della Sicilia e di Letteratura archeologica), Adriana Fresina (archeologa, dirigente dell’Assessorato regionale dei Beni culturali), Martine Fourmont (archeologa, membro onorario del Centre National de la Recherche Scientifique, Institut de Recherche sur l’Architecture Antique, Parigi), Donatella Metalli (funzionaria archeologa del CRICD) e Fabio Militello (architetto, cui si deve il progetto grafico dell’opera). Il volume – realizzato presso i laboratori grafici del Centro regionale per il catalogo e la documentazione – raccoglie, anche, una preziosa documentazione fotografica conservata presso gli archivi del Museo Storico della fotografia siciliana dello stesso Centro.

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a cura di Adriana Fresina e Giuseppe L. Bonanno  CRICD     
Ortofotocarta digitale del centro storico di Catania, Ragusa e Siracusa 

Il Servizio Documentazione del Centro Regionale conserva, produce e valorizza documenti grafici, fotografici, cinematografici e sonori relativi alla storia e alla cultura dell’intero territorio siciliano. Un compito istituzionale di tale ampiezza e varietà richiede un’attenzione equamente ripartita tra la documentazione su scala territoriale e quella dedicata ad eventi e testimonianze da rilevare nella loro specifica e puntuale collocazione spazio-temporale. Ne consegue che i progetti di documentazione che il Servizio promuove e realizza hanno una comune ratio operandi nel porre attenzione al contesto storico-culturale: un “ipertesto” multimediale capace di restituire all’odierno fruitore, ovviamente entro i limiti consentiti dalla disponibilità delle fonti, una visione d’insieme delle realtà del passato che utilizza, a vari livelli, tutte le potenzialità comunicative contenute in immagini, suoni, testi, iconografia. Alla base di ogni progetto di documentazione vi è la rappresentazione del territorio, vista come contesto fisico sul quale sedimentare ogni ulteriore specifica informazione ed apporto documentario. Dopo la realizzazione dell’ortofotocarta digitale del centro storico di Palermo, presentata nel 2001, è stato naturale estendere la produzione di documentazione analoga ad altre aree culturalmente omogenee e segnatamente ai centri storici di Catania, Siracusa e Ragusa, considerandone la comune matrice storico culturale determinata dalla ricostruzione in età barocca a seguito dell’immane catastrofe del terremoto del 1693. I tre prodotti digitali realizzati vengono adesso consegnati alla pubblica fruizione, con l’auspicio che essi trovino, come già avvenuto per il centro storico di Palermo, le più diverse forme di applicazione da parte di utenti specialistici pubblici e privati.

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  CRICD     
L'intellettuale al caffè. Incontri con testimoni e interpreti del nostro tempo 

Nel corso di un intervento di ricognizione degli archivi sonori della RAI in Sicilia, colpì particolarmente la nostra attenzione una serie di programmi dal titolo “La cultura e i suoi luoghi”, curata da Loredana Cacicia e Sergio Palumbo, mandata in onda in tre cicli di puntate dal 1989 al 1991. Da quelle trasmissioni veniva fuori, infatti, una preziosa miniera di informazioni di artisti e letterati siciliani, noti e meno noti, una ricca messe di documenti inediti su varie personalità del mondo intellettuale contemporaneo, ma soprattutto il rapporto strettissimo fra la cultura e il suo luogo di origine.

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  Cricd     
Borgate. Acqua dei Corsari 

"Primo capitolo di un progetto più vasto dedicato alle borgate palermitane, nell'ambito di una ricerca sui contesti urbani, questa pubblicazione rivisita un lembo estremo della Palermo sud orientale. Partendo dal suo toponimo, strettamente connesso alle vicende storiche e alle incursioni piratesche, vengono illustrate le alterne vicende storiche e sociali, le peculiarità architettoniche e industriali, fino all'epoca attuale, tra memoria, mutamenti e sconvolgimenti. Fotografie di Pietro Duca e Fabio Militello.

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a cura di Pietro Duca  Cricd     
Gibellina e il Museo delle trame mediterranee. Storia e catalogo ragionato 
Il volume raccoglie in apertura una serie di saggi interdisciplinari che si interrogano, da diversi punti di vista, sul concetto di trame. Non un catalogo in senso convenzionale quindi, ma uno strumento ragionato che ripercorre la genesi di uno spazio simbolico, multiforme e diversificato, un unicum nel panorama culturale della Sicilia. Sotto il concetto di trame si ripropone infatti la vicenda emblematica di Gibellina, il paradigma di un luogo visibilmente trasformato dopo il terremoto: da comunità contadina a città fantastica, nel segno dell'utopia e della rinascita. In quest'ottica il Museo viene qui considerato come una tappa di un percorso in fieri, una risorsa diffusa sul tutto il territorio dove artisti e poeti hanno impresso il segno del loro operare. Non criteri quantitativi ma qualitativi hanno ispirato la struttura scientifica dell'opera, frutto di una selezione e presentazione di oggetti, il più possibile rappresentativi a evidenziarne le trame nei vari percorsi espositivi, dall'antichità al contemporaneo, dai decori dell'arte colta ai manufatti della vita quotidiana. Al volume è allegato un documentario di Salvo Cuccia dal titolo “Ludovico Corrao e il Museo delle trame mediterranee”, prodotto da Abracadabra nel 2012 per RAI education, e gentilmente concesso al CRICD che lo ha per la prima volta editato. Nel video si ripropone la vicenda esistenziale di Ludovico Corrao, dai movimenti contadini con Danilo Dolci, alla ricostruzione di Gibellina dopo il terremoto. Infine il Museo delle trame quale coronamento del suo “sogno mediterraneo”.
 
Ludovico Corrao e il Museo delle Trame mediterranee
Regia di Salvo Cuccia
prodotto da Abra & Cadabra per Rai Educational, 2012

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a cura di Orietta Sorgi e Fabio Militello  CRICD     
A scuola di catalogazione: il Castello di Maredolce 
Il Centro Regionale per l’Inventario e la Catalogazione è l’ente preposto alla funzione organizzativa dell’attività catalografica svolta dalle Soprintendenze, dai Musei e dalle Gallerie del territorio regionale. L’art.9 della legge regionale 116/80 attribuisce al Centro, tra gli altri, il coordinamento delle attività di censimento, schedatura, documentazione e catalogazione, in armonia con le norme statali in materia di catalogazione”. Il Centro conserva e gestisce gli archivi fisici e digitali delle schede catalografiche, relative ai beni di cui alla legge regionale 80/77. Promuove, altresì, l’attività di valorizzazione dei beni culturali attraverso azioni che rendano visibile il patrimonio informativo posseduto. Esso fornisce, inoltre, il materiale necessario per le pubblicazioni scientifiche. Da alcuni anni, il Centro ha intrapreso collaborazioni con le Istituzioni scolastiche, con il proposito di avvicinare gli studenti delle scuole al tema della valorizzazione e catalogazione dei beni culturali. Focalizzare l’attenzione degli studenti verso una corretta fruizione del nostro patrimonio culturale è fra gli obiettivi dei progetti di didattica affrontati da questo Centro di concerto con le scuole. Attraverso l’acquisizione delle metodologie proprie della catalogazione, si sensibilizzano, infatti, i giovani sui temi della tutela e salvaguardia. Il progetto “A scuola di catalogazione: il Castello di Maredolce” ha visto coinvolte le scuole dei tre gradi di istruzione; si è creata una sinergia fra questo Centro e l’Istituto Comprensivo Padre Pino Puglisi, la scuola secondaria di I grado “Salvatore Quasimodo”, il liceo artistico “Giuseppe Damiani Almeyda”. Al progetto hanno partecipato l’Associazione culturale Castello di Maredolce e le Guide Turistiche associate della provincia di Palermo con l’obiettivo comune di valorizzare uno dei monumenti più interessanti del territorio, il Castello di Maredolce, ricadente in una delle aree più degradate della città. Questo Centro ha messo a disposizione le proprie competenze in materia di catalogazione, fornendo dei modelli schedografici “semplificati” per gli alunni delle scuole. Esso ha svolto attività di formazione ai docenti e agli studenti sulle finalità della catalogazione, sui contenuti delle schede e le metodologie per la compilazione. Il Centro si è impegnato, inoltre, in attività di laboratorio con gli studenti, durante le fasi di compilazione delle schede di catalogo relative al manufatto architettonico e ai reperti archeologici in esso rinvenuti. Gli elaborati degli studenti sono stati presentati in una mostra allestita in occasione di due workshop che ha coinvolto tutti i partner del progetto.

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a cura di Donatella Metalli   CRICD     
La canzone siciliana a Palermo: un'identità perduta 

Sorella 'minore' di quella partenopea - per repertorio, capacità e mezzi di diffusione, oltre che per senso identitario di appartenenza - la canzone siciliana, anch'essa più simile ad una lirica da camera che al canto popolare, nasce nei salotti ma cresce attraverso concorsi pensati sulla falsariga delle gare canzonettistiche di Piedigrotta, centrali nel rinnovamento tardo ottocentesco dell'antica festa.
A partire dal 1893 la loro promozione s'intreccia in maniera parallela con la ripresa dei festeggiamenti della Santa patrona, dopo la sospensione postunitaria; l'occasione non è però il Festino di luglio, che si spera intanto di ricondurre al passato splendore attraverso l'intervento del già autorevole Giuseppe Pitrè: la gara canora palermitana si associa inizialmente al tradizionale omaggio del 3 settembre, più vicino per data e per spirito alla processione partenopea, con la suggestiva salita notturna alla sacra grotta di Monte Pellegrino.

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a cura di Orietta Sorgi  CRICD     
Lineamenti di storia del libro asiatico 

Il vocabolario italiano della Treccani, definisce il libro «complesso di fogli della stessa misura, stampati o manoscritti, e cuciti insieme così da formare un volume, fornito di copertina o rilegato». All’interno di questa definizione generica, bisogna però distinguere tra il libro occidentale e del Vicino Oriente araboislamico, cioè il libro composto da fascicoli, ovvero da due o più fogli di carta o pergamena, o più raramente di papiro, piegati un certo numero di volte e inseriti uno dentro l’altro in modo da consentire il loro fissaggio attraverso la cucitura sul dorso, e il libro asiatico, che generalmente non è costituito da fascicoli. Appare quindi di tutta evidenza come la definizione di libro, seppure generica, si riferisca a un manufatto con precise caratteristiche fisiche, escludendo il rotolo, di papiro, pergamena o carta che non non abbia certe caratteristiche. Un’interessante definizione di libro ci viene fornita da J.P. Losty (1982,5):
«Cos’è un libro? Fisicamente, si potrebbe dire, essere una collezione di pezzi di carta delle stesse dimensioni tra due copertine tenute insieme da colla e spago. In un altro senso, esso è il contenuto intellettuale trasportato dalle parole che sono scritte o stampate sulle pagine. Tutte le culture sono d’accordo con quest’ultima definizione; relativamente pochi sarebbero d’accordo con la prima definizione. Duemila anni fa nel mondo Mediterraneo un libro era fisicamente un lungo rotolo di papiro o pergamena. Nello stesso tempo in Cina vi era una collezione di sottili strisce di bambù o di pezzi di seta».
Avviene così che scienze come la codicologia e la bibliologia studino il libro nel tradizionale formato Occidentale costituito da fascicoli, non trattando quello che non ha la forma del libro costituito da fascicoli, come quello asiatico.

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Carlo Pastena  CRICD     
Garibaldi e i Mille. Un’impresa da catalogare 

Il volume raccoglie gli elaborati finali di un progetto didattico che, a partire dalla catalogazione di beni del Museo del Risorgimento di Palermo, ha sviluppato un percorso di studio della città articolato in quattro itinerari: la rivolta della Gancia, l'ingresso di Garibaldi a Palermo, i Mille e il mito di Garibaldi

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a cura di Sandra Proto  CRICD     
Atlante dei Beni Culturali Siciliani 

E' un primo censimento (1988) messo a punto dal Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione con lo scopo di assicurare la identificazione puntuale sul territorio degli elementi che costituiscono la struttura portante del patrimonio culturale isolano.

  1. Censimento dei principali BENI NATURALI E NATURALISTICI dell'isola.
  2. Censimento dei BENI PAESISTICI, ARCHITETTONICI ED URBANISTICI dell'isola e elenchi propedeutici;
    schede C.S.U.schede A ( redatte );
    schede A ( da sottoporre a catalogazione.
  3. Censimento dei BENI ARCHEOLOGICI;
    raccolta di schede diverse per le varie tipologie di beni: RA, N,CA,NA,SAS con relativi inserti US, USR, TMA.
  4. Censimento dei BENI ETNO-ANTROPOLOGICI:
    oggetti in archivi, collezioni, musei;
    documenti orali in archivi, collezioni, musei;
    feste tradizionali;
    strutture produttive;
    sistemi giuridici (documenti);
    sistemi giuridici (Istituto giuridico);
    medicina popolare;
    sistemi alimentari.
  5. Censimento BENI STORICI ARTISTICI ED ICONOGRAFICI;
    schede OA - catalogazione di tutte le principali categorie di opere e oggetti d'arte mobili e immobili.
  6. Censimento dei BENI BIBLIOGRAFICI;
    individua la portata del patrimonio bibliografico, in possesso di organismi regionali, con riferimento ai volumi rari, antichi e di pregio.
  7. Censimento dei BENI ARCHIVISTICI;
    dati inerente la documentazione presente negli archivi storici comunali della nostra regione, archivi privati, archivi ecclesiastici.
 
AA.VV.  CRICD     01/01/1991
Per una catalogazione di antichi organi siciliani    Giovanna Cassata  CRICD     01/11/1991
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Testo di ricerca